- SVILUPPO ALPAGO -

Il laboratorio si occupa dell'analisi e dello studio di nuove proposte per migliorare e salvaguardare il territorio dell'Alpago.

In questi ultimi anni, dal 2001 per la precisione, in Alpago sono stati effettuati numerosi studi e rilevamenti ad opera del Dipartimento dell’Urbanistica della Regione Veneto, che hanno portato alla catalogazione di una quantità enorme di dati e rappresentazioni grafiche (cartine). Lo scopo di questa attività è stata la definizione dello scenario futuro di sviluppo dell’area, ovvero di quell’insieme di idee, strategie ed obiettivi che dovranno consentire un migliore utilizzo del territorio in cui viviamo e favorire nuove opportunità per noi tutti cittadini dell’Alpago. Il progetto si chiama P.A.T.I. (Piano di Assetto Territoriale Intercomunale) e grazie ad esso i cinque comuni della conca, coordinati dall’Ufficio Regionale sopracitato, potranno redigere un vero e proprio Piano di Sviluppo dell’Alpago, che interessi non solo l’attività edilizia (non è un Piano Regolatore!), ma tutti i settori di interesse per l’uomo: agricoltura, ambiente, turismo, lavoro, viabilità, commercio, industria, volontariato, energie alternative… Direte voi: “e noi giovani inesperti che viviamo in questo posto da favola… che c’entriamo con questo ambizioso progetto?” C’entriamo eccome!! In parole povere, il nuovo modo di governare il territorio, stabilito dalla recente Legge Regionale in materia, stravolge quelli che sono stati i metodi di gestione degli ultimi trent’anni e, tra le varie novità, introduce per la prima volta la parola magica: concertazione. Le scelte delle amministrazioni, perché saranno di loro competenza e non della Regione, dovranno essere valutate e discusse con la popolazione, che potrà riunirsi in comitati, gruppi o associazioni per condividere questo momento e, così, proporre idee e progetti nuovi. Considerate, quindi, le premesse, come pure le possibilità di svolta per l’Alpago (è da anni che se ne parla!!), i giovani della conca chiedono di poter dire la propria opinione: vogliono mettersi a disposizione delle amministrazioni e contribuire con nuove idee al futuro del nostro territorio. Con la massima disponibilità e apertura al dialogo, i giovani alpagoti desiderano lanciare un messaggio agli amministratori della conca: chiamateci, invitateci, cercateci! Parliamo assieme del futuro dell’Alpago! Che sarà il nostro futuro! Con la vostra esperienza e con il nostro entusiasmo potremo elaborare nuove proposte che possano rivelarsi un valore aggiunto per quei progetti comuni che sicuramente le cinque amministrazioni avranno già predisposto e discusso. Il messaggio è chiaro: amministratori dell’Alpago… fatevi avanti! I giovani vi aspettano!

 

 Questo documento che vi proponiamo è l'argomento principale che occupa al momento i giovani tecnici laureati che sono membri della Consulta Giovani Alpago.

 

  P.A.T.I.: IL PARERE DELLA CONSULTA  (Dott. Urb. Lara Bortoluzzi) 

Come molti di voi probabilmente già sanno, da qualche anno i tecnici della Regione Veneto coordinati dall’Arch. Franco Alberti, in accordo con i sindaci dei cinque Comuni dell’Alpago, stanno elaborando un piano territoriale (il P.A.T.I.) per la nostra conca. La C.G.A., rappresentante dei giovani dell’Alpago, si è sentita parte in causa e ha deciso di esprimere nelle assemblee la propria opinione sull’argomento. Prima di illustrarla, però, qualche chiarimento. Molti, infatti, si domanderanno di cosa si stia parlando. Il P.A.T.I. (Piano di Assetto Territoriale Intercomunale) è parte di un più vasto Piano regolatore di nuova generazione, unico per tutto l’Alpago. Fra i molteplici compiti istituzionali che annovera, il principale è quello di delineare obiettivi e strategie inerenti alla pianificazione territoriale del futuro, la cui attuazione spetterà ai singoli Comuni, che avranno così la responsabilità di stabilire concretamente dove, come e quando effettuare i singoli interventi. La Consulta, allo scopo di favorire una più ampia presa di coscienza del progetto e dei suoi effetti sul nostro territorio, ha costruito un gruppo di lavoro composto da tre giovani tecnici (un architetto, un dottore forestale ed un urbanista) e sulla scorta delle loro osservazioni, che qui di seguito vi riportiamo, ha elaborato la propria posizione. Parere negativo va espresso circa l’ipotesi di edificare una grande area commerciale tra Farra e Puos, perché metterebbe in crisi il sistema economico delle botteghe dei nostri paesi, indispensabili agli anziani per soddisfare in autonomia le necessità quotidiane. Parere negativo anche per l’allargamento dell’area industriale di Paludi: trasformerebbe l’Alpago in una grande zona dormitorio i cui abitanti non avrebbero nulla a che fare con il territorio in cui vivono; innescherebbe fenomeni di speculazione edilizia che porterebbero all’innalzamento dei prezzi delle abitazioni a scapito dei giovani natii desiderosi di rimanere a vivere nella propria terra; rovinerebbe l’area del lago e delle vecchie paludi (Paludi, la Secca, Bastia) che è uno dei più bei paesaggi agrari ed ecologici ancora intatti dell’Alpago. Rimostranze, infine, per il mancato ingaggio di giovani laureati alpagoti nella redazione di questo Piano, che proprio fra i suoi obiettivi propone il miglioramento del tasso occupazionale. Quanti sono i laureati nella zona disoccupati o costretti ad emigrare per poter lavorare? Aprire un bando di concorso con via preferenziale per i giovani tecnici del luogo sarebbe stata una grande opportunità per noi tutti. Il piano, inoltre, avrebbe avuto il vanto (e il vantaggio) di essere redatto da tecnici locali. Il nostro intervento, però, ha voluto essere anche propositivo. Abbiamo ribadito l’importanza di trattenere i giovani in Alpago creando un’occupazione consapevole legata al nostro territorio, capace di riscoprirne i prodotti tipici e di promuoverli nel mercato attraverso sistemi innovativi ed informati (ad esempio, accedendo ai bandi di concorso per i finanziamenti della comunità europea e facendo pubblicità con internet). Abbiamo ribadito l’importanza del recupero del patrimonio edilizio esistente: di case vuote in Alpago ce ne sono tante ed è inutile costruirne ancora. Promuovendo, inoltre, il restauro di quelle più vecchie si avrebbe la possibilità di mantenere (esteticamente) le tipologie edilizie locali e, quindi, i nostri centri storici. Abbiamo ribadito, infine, l’importanza di effettuare scelte unitarie e comprensive, in grado di portare benefici diffusi ai cittadini, e non scelte singolari barattate fra i diversi Comuni, che favoriscono solo poche persone. 


 

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