- LABORATORIO AMBIENTE -

Creato per sensibilizzare i giovani all’ambiente in cui vivono attraverso il recupero di piccole strutture o la costruzione di nuove aree nel territorio dell’Alpago.

 L’ obiettivo del laboratorio è restituire alla bellezza originaria i vari siti e dare la possibilità ai giovani che svolgono i lavori di sentirsi legati al proprio territorio anche attraverso l’attività svolta. 

Ecco alcune testimonianze del lavoro del laboratorio:

 

CANTIERI DI PIEVE D’ALPAGO  

Il primo cantiere prevedeva lo sfalcio di un piccolo terreno alle pendici del monte Dolada, in fase di colonizzazione da parte del bosco, ma non ancora invaso. Trattasi di una delle poche aree ancora a prato immerse in una distesa di conifere (pino nero, pino silvestre, abete rosso e larice), appartenenti ad un impianto artificiale realizzato negli anni ‘50 e di scarsissimo successo. I lavori sono consistiti nel recupero del prato attraverso lo sfalcio delle specie erbacee infestanti e di scarso valore foraggero (come la Deschampsia cespitosa, Rubus idaeus ecc.) e il contenimento di alcune essenze arboree a vantaggio di specie pregiate come il faggio, la betulla e il sorbo.

              

Con il secondo cantiere sono stati recuperati due sentieri. Il primo parte dalla zona “magnarot” e sale fin sotto il “Col Brustolà”, dove si congiunge con un altro sentiero che porta al rifugio Dolada. Il secondo collega questo primo sentiero alla “Busa Mescolin”, altra piccola zona a prato oggetto di recupero ambientale da parte della Riserva di caccia di Pieve d’Alpago.

   

Il terzo ed ultimo cantiere ha visto il recupero di una vecchia fornace per la produzione della calce nella zona Venal (Salt dei Girli). Per prima cosa, è stata eliminata la vegetazione che oscurava la visibilità del manufatto e in un secondo momento è stato realizzato un sentiero che dalla strada soprastante conduce ai piedi della fornace. La stessa è stata poi svuotata da tutto il materiale che con il tempo si era depositato al suo interno, tra cui anche diverse piante. Per finire, sono state riposizionate alcune pietre che componevano le mura.  

 

 CANTIERE DI CHIES D’ALPAGO

Nel mese di agosto, in collaborazione con il Gruppo Giovani e la frazione di Chies, sono stati  ultimati i lavori del cantiere. L’intervento prevedeva la sistemazione di un’area sottostante il parco giochi, con la costruzione di una fontana e la realizzazione di una pavimentazione in lastre di porfido. Inizialmente, si è ripulita la zona. 

Subito dopo, si è proceduto al completamento della pavimentazione e alla successiva fuga delle lastre, l’attività di gran lunga più impegnativa, anche in termini di tempo. Pavimentata anche la piccola scalinata sottostante, è stato effettuato l’allacciamento della fontana all’acquedotto. L’area sarà adibita a luogo di ritrovo per la popolazione di Chies.

Un sentito ringraziamento va al folto gruppo di giovani e meno giovani che si è impegnato per l’ottima riuscita dell’opera.

 

 

 LA MONTAGNA PENSATA DA NOI

(Gruppo frazionale di Chies) 

La montagna pensata da noi è un progetto che ha dato la possibilità al gruppo frazionale di Chies d’Alpago di sostituire la staccionata del parco - giochi per bambini del paese. Il lavoro si è svolto nei giorni del 24 settembre e del 1 ottobre e vi hanno partecipato 8 volontari: 5 giovani del luogo, supervisionati da tre adulti esperti in questi lavori. Programma del lavoro: La prima parte del lavoro si è svolta nella giornata di sabato 24 settembre e consisteva nella rimozione della vecchia staccionata di protezione del parco – giochi, installata nei primi anni ‘90. Essa si presentava in condizioni molto precarie, in certi punti quasi inesistente, a causa del legno molto rovinato; naturalmente non svolgeva più quel servizio di sicurezza per cui era stata concepita. La sua presenza, infatti, riveste un ruolo fondamentale, perché il parco - giochi è situato nei pressi di un dislivello di una certa importanza. Nella seconda giornata di lavoro, quella di sabato 1 ottobre, si è passati all’installazione di una nuova palizzata. A questo fine è stato necessario l’acquisto di nuovi e più adatti materiali: il legno trattato in autoclave (e per questo più resistente alle intemperie) e staffe a piccozza in ferro zincato, che servono a dare una maggiore stabilità alla staccionata, impedendo al legname di venire a contatto con il terreno argilloso, che ne aumenterebbe la velocità di degradazione, e consentendo il consolidamento della staccionata stessa. Il parco - giochi di Chies d’Alpago è l’unico spazio del paese adibito ai bambini: per questo il gruppo ha voluto recuperarlo e tutelarlo. In questa due giornate i partecipanti si sono impegnati in modo assiduo alla realizzazione dell’opera, accettando e facendo buon uso dei consigli dati dai volontari più anziani, riuscendo, così, a portare a termine un buon lavoro e acquisendo una nuova esperienza. Ora, i bambini possono saltare e correre in allegria in un luogo sicuro e protetto.

 

 

RELAZIONE SUI LAVORI EFFETTUATI NEL COMUNE DI PIEVE D’ALPAGO 

(Gruppo Giovani Pieve) 

I ragazzi del comune di Pieve si sono cimentati in due differenti laboratori ambientali, aventi come obiettivo il miglioramento ecologico, ambientale e sociale delle aree interessate. Il primo laboratorio interessava un’area nei pressi di Tignes: un prato abbandonato che necessitava di una pesante ripulita; i ragazzi hanno falciato l’erba recuperando il prato e ritardando così l’avanzamento del bosco. L’erba tagliata non è stata gettata in discarica, ma donata come fienagione ad una azienda agricola locale. Il secondo laboratorio, invece, concerneva la strada che conduce dal centro di Pieve al cimitero. Questa, usuale per le strade cimiteriali, era caratterizzata dalla presenza di grossi cipressi con chioma molto folta che, data la mancanza di manutenzione, scendeva fino a terra. A fianco di essa vi erano prati abbandonati ricchi di erbe infestanti e, in alcuni casi, anche di cespugli arborei (nocciolo, frassino, salice). Nell’area antistante l’ingresso del cimitero, invece, erano presenti piante di abete rosso piantate circa 30-35 anni fa che crescendo avevano formato una fitta barriera impenetrabile alla luce; il terreno tra questi alberi era ricco di sterpaglie, rovi, edera e rifiuti: un ambiente assai poco sano. In questo caso i ragazzi, con il prezioso aiuto degli Alpini di Pieve, hanno provveduto alla potatura dei cipressi, al fine di rendere più luminoso il viale, ed allo stesso tempo, eliminando i rami più bassi, a rendere più agevole il transito non solo dei pedoni, ma anche dei veicoli. I prati al lato della strada sono stati falciati utilizzando decespugliatori, falci ed altri utensili di varia natura. Nelle zone più impervie, dove a causa della vegetazione presente l’impiego di tali macchinari risultava improponibile, è stato utilizzato il trattore con fresa. I cespugli sono stati eliminati sistematicamente con l’utilizzo di motoseghe, accette, ronche ed altri attrezzi, mentre, tra le piante arboree, sono state conservate quelle di maggior pregio e morfologicamente migliori. Relativamente alle piante di abete rosso, è stata effettuata un’intensa potatura, eliminando i rami morti e danneggiati; inoltre, sono stati eliminati tutti i rovi e tutte le edere che con la loro presenza creavano notevoli difficoltà di crescita alle stesse piante di abete. Tutto il materiale di risulta è stato accatastato e successivamente eliminato come materiale organico dalla Comunità Montana. Entrambi i laboratori sono stati per i ragazzi un’occasione divertente per fare qualcosa di utile per la comunità. Ringraziamo tantissimo gli Alpini di Pieve che con il loro aiuto hanno reso possibile l’intervento.

 

 


 

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